MOVIES: visti di recente

Oltre a leggere molto mi piace il cinema. Non solo le ultime novità ma anche piccole gemme dimenticate del passato.

Di solito vedo i films in lingua originale, spesso con un titolo diverso da quello della versione italiana. Per questo, a scanso di equivoci, trovate qui il mio titolo linkato a IMDB – la bibbia dei movies .

Le concert
Visto in francese con sottotitoli, non so se esite già la versione it, ma vale la pena di faticare un po’.

La storia:
un famoso direttore di orchestra del Bolshoi ai tempi di Brehznev viene umiliato a degradato a uomo delle pulizie nel teatro per aver permesso di suonare a musicisti ebrei.
30 anni dopo, facendo le suddette pulizie, intercetta un fax con cui un famoso teatro francese invita l’orchestra del Bolshoi a tenere un concerto. Un idea folle prende corpo: sostituirsi all’orchestra ufficiale con i suoi musicisti di 30 anni prima.
Gli amici di un tempo sono entusiasti e presto viene raccolta una ciurma variopinta e sgangherata e vengono affrontati i problemi logistici (passaporti, soldi, abiti…) dando un esilarante idea di cosa significa arrangiarsi per vivere e sopravvivere in Russia.
Il plot sembra destinato al fallimento, ma anche con l’aiuto di una famosa e giovane violinista francese di oscure origini, il disastro si trasforma in fiaba a lieto fine.

Divertente e commovente, recitato con grande partecipazione, con Mélanie Laurent, gia vista in Inglorious basterds, bella come un angelo. Il regista è lo stesso dell’indimenticabile Train de vie

Cirque du Freak: The Vampire’s Assistant
Altra variazione sul tema vampiri e freaks,
Un ragazzo si rifugia nel circo degli orrori e meraviglie per diventare assistente del vampiro.
John C. Reilly molto bene e molto anticonvenzionale nella parte del vampiro, simpatica Salma Hayek come donna barbuta.
Non male, dark e ironico, con situazioni e battute divertenti, ma manca qualcosa nel ritmo della storia.
Wolfman
classica storia sui lupi mannari, rivisitata senza molta originalità.
Buona l’atmosfera, molte frattaglie umane, gettate qua e là, buono l’effetto trasformazione uomo-lupo, svogliati interpreti principali.
Hopkins eccellente, con la giusta dose di ambiguità.
Robin Hood
A me è piaciuto molto. Se andate a vederlo senza aspettarvi la solita storia, il cappellino verde con la piuma e la calzamaglia, vi divertirete. Crowe, Blanchett e Max von Sydow quando sono di turno illuminano la scena.
IMPORTANTE: non dimenticate di fare pipì prima :)
Deve essere questo il motivo per cui ho letto tante critiche negative?
Scontro tra titani
visto in 3D – wow! – e in tedesco: ci ho messo un po’per arrivare a che Zois e Persois erano Zeus e Perseo :) .
Altrimenti film mitologico dimenticabile, anche se mi è piaciuta molto Medusa.
Alice in wonderland
Magnifico in 3D, bisogna proprio vedere la scena della caduta di Alice nella buca alla base dell’albero per farsi un’idea di come una storia venga potenziata dagli occhiali polarizzati. Comunque nell’insieme non mi ha emozionato moltissimo.
(alert, spoiler!!!)
Ho apprezzato molto invece l’originalità dell’inizio e il lieto fine non convenzionale: Alice invece di trovare il principe azzurro, diventa un mercante e parte per mare verso l’avventura in terre esotiche. Ah! ben fatto ragazza!
Le crociate (The kingdom of heaven)
Non è un film recente, mi ha tenuto sempre lontano il pensiero che fosse un mattone difficile da digerire e le spalle di Orlando Bloom mi sembravano un po’ fragili per reggere il peso del film… Un mattone lo è , digeribile però – tanto è vero che poi mi sono comperata la versione dvd director’s cut di 3 ore e più, prima o poi troverò il tempo di vedermela tutta. Orlando Bloom non ha molto carisma, ma tiene abbastanza bene.
Un filmone di sostanza, con una storia: i cattivi sono i crociati, gli arabi sono i buoni (si fa per dire eh, sempre sanguinari, ma con onore) e il protagonista è agnostico.
Il massimo è raggiunto dalle scene dell’assedio di Gerusalemme, spettacolari come poche.
Bikur Ha-Tizmoret (The band’s visit)
La banda egiziana della polizia di Alessandria viene invitata in Israele per un concerto.Ma i componenti della banda sbagliano città e si trovano in un piccolo insediamento israeliano nel deserto: niente bus fino al giorno dopo, niente hotel dove dormire, pochi soldi. Che fare?
Così comincia un buffo, malinconico e tenero film sulla solidarietà umana.
Da non perdere.
La tourneuse de pages
Una ragazzina alla prova di ammissione al conservatorio viene disturbata nella concentrazione, mentre suona il piano, da una famosa concertista che nel frattempo firma un autografo. La prova va male e la ragazzina smette di suonare.
Anni dopo, incognita, si insinua nella vita della pianista, le diventa indispensabile e la rovina.
Bah, a me l’unica cosa che è piaciuta è l’esecuzione – fenomenale – di un trio di archi e pianoforte, purtroppo durato solo pochi minuti.
The blind side
Ero curiosa di sapere come fa una a vincere il razzie e l’oscar a poche ore di distanza.
Così ho visto un film che è più lontano possibile dai miei gusti:
football americano,
profondo sud,
i buoni votano Bush, e sono probabilmente creazionisti… aargh

Però questa Sandra Bullock platinata e con grinta da ricca moglie americana, conciata come probabilmente ce ne sono a centinaia dal Texas in giù, mi è piaciuta.
Brava, bravissima. Per il resto ho trovato il film un po’alieno, mi ha fatto un effetto strano: sembrava che la gente lì in quanto a modo di vedere il mondo non fosse molto lontana dalla mentalità dei pionieri del West: buoni sentimenti, poche idee ma chiare. Gulp.
Comunque si può vedere.
The hurt locker
Film molto valido, quasi un documentario. Si vede che è fatto con basso budget, ma di sostanza ed è diretto con polso fermo (caspita che grinta la Bigelow!).
La tensione è palpabile e non si può non farsi coinvolgere quando William James il disinnescatore è all’opera.
Però, 6 Oscar proprio non mi tornano. A mio parere, Avatar meritava molto, ma molto di più!
E’complicato
Il tema – ritorno di fiamma fra maturi ex divorziati, lei single lui risposato con bellona sexy – è abbastanza originale con dialoghi e situazioni spassose.
In sostanza una commedia divertente, soprattutto se vista dopo una certa età :) con una Meryl Streep da urlo, un Alec Baldwin molto comunicativo e un Steve Martin un po’ ingessato (troppo botox?).
Sherlock Holmes
Sherlock Holmes qui un po’diverso da come lo immaginavamo, ma tutto sommato Robert Downey jr. e Jude Law se la cavano benissimo nei famosissimi panni dell’investigatore e della sua spalla Watson e mi fanno pensare che un sequel non sarebbe neanche male.
Molto energetico, spettacolare e divertente, con originali flash backs ( e forwards ), interni ed esterni fantastici, trama complicata e un po’ difficile da seguire almeno all’inizio.
Si sente la mano di Guy Ritchie alla regia con scene esilaranti, quella con le carcasse di maiale mi ha ricordato il suo Snatch (classico di humor nero, se non lo avete visto da noleggiare subito).
Bellissimi anche i titoli di coda.
Il nastro bianco
La prima considerazione è che non è un film hollywoodiano.
Si presenta in un “brutto” bianco e nero, dove le scene buie sono come dovevano essere nel primo ‘900 dove l’illuminazione non era un granchè. Non c’è neanche musica di sottofondo, ma la cinematografia e la mancanza della musica servono a trasmettere con grande efficacia il “feeling” della storia, raccontata dal maestro della scuola e dove gli avvenimenti significativi avvengono fuori campo.
Il film racconta di alcuni sconcertanti avvenimenti sadici e punitivi che avvengono in un paesino rurale della Germania del nord subito prima della I guerra mondiale.
Il nastro bianco è il simbolo della purezza e viene portato dai ragazzi prima della Konfirmation (l’equivalente della nostra Cresima).
Dicono che si possono vedere nella storia i germi del nazismo come conseguenza di un’educazione severa, ipocrita, senza amore.
Non mi pare che il nesso sia così chiaro, certo che il film fa pensare parecchio e da che l’ho visto ci sto rimuginando su.
Bellissimo, eccellenti tutti gli interpreti, anche e soprattutto i bambini. Golden Globe meritatissimo, una volta tanto.
La ragazza che giocava col fuoco
Terribile film, tratto dal secondo libro della serie Millennium di Stieg Larsson.
Non me lo aspettavo, visto che il film il precedente mi era piaciuto molto; questo invece è proprio brutto, la regia e l’ adattamento a screenplay sono pessime, gli attori qui legnosissimi.
Non andate a vederlo.
Adam
Piccolo film non commerciale. Adam è un ragazzo solo al mondo, ha un intelligenza brillante, ma è affetto dalla sindrome di Asperger, in pratica una forma di autismo che gli rende molto difficile mettersi in sintonia e comunicare con gli umani che lo circondano. Quando Beth va ad abitare nell’appartamento soprastante nasce un contatto difficile, ma che un po’ alla volta diventa più profondo.
Non è la solita commedia romantica, non ha il solito happy end, ma un finale che trovo molto più soddisfacente.
Hugh Dancy è credibile, molto molto bravo, mai caricaturale, da solo vale il film. Rose Byrne nella parte di Beth mi è parsa a tratti irritante e lagnosa, non so se per colpa dello script o sua. Molto convincente Peter Gallagher nella parte del padre di Beth.
Comunque da vedere.
Avatar
Mi ha proprio entusiasmato. Immagini mai viste al cinema, spesso pura poesia. Sarebbe stato eccezionale anche senza storia. Assolutamente raccomandato vederlo in 3D.
Un inciso, se posso permettermi: questi americani la coda di paglia per i pellerossa e per il Vietnam ce l’hanno eccome!
Uomini che odiano le donne
Quasi quasi meglio del libro – il primo della trilogia svedese Millennium – che a tratti ho trovato un po’ lento. Comunque bello da vedere dopo aver letto il libro: ho apprezzato molto certe scelte nella trasposizione visiva. Azzeccatissimi gli interpreti, soprattutto Lisbeth e buon uso dei primi piani. Mi pare incomprensibile che a Hollywood vogliano farne un remake.

 

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